Biancaneve


Adaptation and direction: MARIA GRAZIA CIPRIANI
Sets and costumes: GRAZIANO GREGORI
 


Actors

Maria Teresa Elena, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani, Elena Nenè Barini, Jonathan Bertolai

Director's notes

“...a wicked stepmother interpreted by a real actress and a tiny Snow White, life-size dwarves who appear suddenly from behind the stalls and then become minute on entering the ever-changing set which, opening like a magical treasure chest of the imagination, reveals hitherto hidden spaces, conceals tricks, repeatedly transforms the very idea of a stage, conjuring up heads, landscapes, real people and mysterious objects on a surreally large scale; the narrative material, subtly revealing its potential as a window onto realm of the unconscious, becomes a theatrical game that contrasts the different worlds created by actors and papier-mâché creatures, real people and huge or Lilliputian objects, material veracity and bodily fiction, the elementary nature of the word and the power of dramatic set pieces...”

 

Maria Grazia Cipriani



Calendar

August 01, 2017
Tese dei Soppalchi
Venezia - Biennale Teatro
December 16, 2017
Il Funaro
Pistoia
November 15—18, 2017
Teatro Fabbricone
Prato
December 10—11, 2017
Città del Teatro
Cascina
November 26—28, 2017
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Roma
December 26, 2017
Teatro Sociale
Camogli
January 19—20, 2018
Teatro Regio
Parma
March 24, 2018 6:30 PM—9:00 PM
Teatro De André
Casalgrande
January 28, 2018 4:00 PM—9:00 PM
Teatro Manzoni
Monza
July 01, 2018
Piazza della Stazione
Bibbiena (AR)
June 22, 2018
Teatro Del Lavoro
Pinerolo
October 08—09, 2018
Festival Delle 100 Scale
Potenza
December 26, 2018 3:30 PM—6:00 PM
Teatro Comunale
Casalmaggiore (CR)
December 09, 2018
Teatro Verdi
Vicopisano (PI)
January 06, 2019
Auditorium Fondazione Peccioli
Peccioli (PI)
February 03, 2019 3:30 PM—6:00 PM
Auditorium Fondazione Peccioli
Peccioli (PI)
October 10, 2019
Teatro Biondo "Festival Bastardo"
Palermo
July 23, 2020 9:00 PM—11:00 PM
Piazza del Giglio
Lucca
October 31, 2020
Teatro Mauro Bolognini
Pistoia
November 05—07, 2021
Mattatoio, Teatro 1
Romaeuropa Festival

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Reviews

Biancaneve - L'attore e il suo doppio

Ernesto G. Laura

Mi incontrai per la prima volta col “Teatro Del Carretto” in una chiesa di Lucca dove si dava, davanti a una platea di ragazzini vocianti e di mamme accompagnatrici rassegnate a vedere la solita fiaba del solito teatro che si fa per i bambini, Biancaneve. Si spense la luce, si spalancò una sorta di armadio che faceva da palcoscenico e da baule delle meraviglie e fummo tutti presi dall’incanto. Le banalità favolistiche fino allora ammannite sulle scene per i ragazzi scomparivano bruciate da una rigorosa, innovatrice, stregante rilettura della fiaba dei Grimm ripulita di quanto vi aveva aggiunto, tolto, modificato il disegno animato di Walt Disney. Non si trattava – naturalmente – di uno spettacolo “per ragazzi” nel senso riduttivo e di serie B che si dà in genere alla cosa. I piccoli spettatori erano trattati da adulti, invitati a salire sull’ippogrifo della fantasia per un volo che li portava a liberarsi anche della banalità del video, dello standard visivo, del linguaggio impoverito per porsi invece di fronte e dentro una creativa avventura dell’arte.

Biancaneve - La scena imperdibile

Rodolfo Di Giammarco

Altro che fiaba. Il Teatro Del Carretto persegue puntigliosamente un’odissea nello spazio, una vera e propria drammaturgia di metamorfosi intesa in termini di cinesi ma soprattutto di volumetrie…..La tecnica narrativa cui si ispirano gli artefici di Biancaneve, spettacolo-modello che appunto si dispiega in tutte le gamme della sensorialità, fa triplice affidamento su marionette di microtaglia, pupazzi di statura “infantile”, e prestazioni a tutto corpo di un’attrice. Il travaso delle apparenze dà vita a una sorta di letteratura più che solo a un’osmosi di calibri, di proporzioni, di dosi.

E’ come sbirciare, talora, una messinscena minimale, un’azione incastonata in un modellino, tenendo però conto che vi incombe sopra o accanto una realtà fisiologica, speculare, contaminatrice…..Una rianalisi dell’intuizione della forma, e delle sue discrasie, ha perennemente tentato l’opera di pittori e scultori, e se citare il surrealismo risponde a tema quasi trito, è pure vero, però che ricorre un’incredibile, divertentissima affinità tra gli scenari coniati dal Teatro Del Carretto in Biancaneve e l’effetto non facilmente commensurabile di uno dei quadri più sofisticati nella produzione di Magritte….

Biancaneve - La Stampa

Silvia Francia

…Lontana dal simbolismo didascalico, la regia ridefinisce le proporzioni di paura e gioia, stupore e meraviglia, seguendo la misura unica dell’emozione. Per l’adulto, soprattutto, è un viaggio a ritroso verso l’immaginario dei piccoli, dove l’enorme e l’infinitamente piccolo convivono fuor di logica, nella prospettiva anarchica dell’istinto, della sensazione, della vibrazione emotiva.

Biancaneve - Corriere della Sera

Paolo Petroni

Sono le cesure sceniche a creare tensioni o a scioglierle: il grande pettine avvelenato, che arriva come una grande mannaia o grata di prigione a occupare tutto lo spazio del palcoscenico, o la danza finale con l’attrice matrigna che giace in basso come un pupazzo rotto. Con due matrigne burattini che girano vorticosamente sui lati, quasi bambole di un carillon impazzito&hellip.

Biancaneve - Rinascita

Maurizio Grande

Molti modi esistono per raccontare la celebre fiaba dei Fratelli Grimm, ma indubbiamente quello sperimentato poi scelto dal Teatro Del Carretto è uno dei più avvincenti, poetici ed esteticamente sorprendenti: un gioco scenico cruento quanto raffinato nella sua viva teatralità, sul quale domina incontrastata una delicata poesia delle immagini che, nella sua immediatezza, riesce a colpire puntuale la sensibilità dello spettatore.

Biancaneve - Panorama

Marco Vallora

Un magico armadio dell’immaginario, una mutevole scatola teatrale, che si apre a scomparti, che cela trabocchetti, che rinnova continuamente l’idea di palcoscenico: se da una porticina può fuoriuscire una Matrigna impacchettata, con la maschera indurita del Don Giovanni di Losey, non è detto che un attimo dopo non si svolga nello stesso antro, tappezzato di specchi, la festa da ballo di una microscopica Biancaneve che ha ritrovato la felicità. Oppure si scateni un vento di tempesta che agiti solo velari. E ovviamente la Matrigna – impersonata da una vera attrice – può benissimo ficcare le mani furiose dentro l’edulcorato salottino da bambola della povera marionetta. La magia dello spettacolo nasce proprio da questo folgorante contrasto, di universi, da questo rapporto continuamente inventato tra verità del legno e finzione del corpo. L’elementare tessuto narrativo della fiaba si fa immagine da guardare: ecco per esempio la grande mela avvelenata, che sembra schiacciare Biancaneve, rotolare giù da un quadro di Maigrette. La grande scatola di legno sputa fuori, antidoto all’involucro televisivo, effetti memorabili oppure si svuota d’incanto, rivelando la sua natura sottile di valigia delle paure.

Biancaneve - L'Espresso

Rita Cirio

La struttura in legno costruita per “Biancaneve” ha il fascino di una “boite à surprise”; intorno al boccascena centrale, dove si svolgono le azioni principali, si aprono una serie di finestrelle e porticine. Ne esce la matrigna, alta pochi centimetri o a grandezza naturale, interpretata da un’attrice coperta da una maschera; entrano i sette nani, in legno, che arrivano a sorpresa dalla platea tirati da una fune. Quando lavorano in miniera e si danno un gran daffare in una scenografia cupa e minacciosa come un’incisione di Piranesi, più che Walt Disney fanno venire in mente Wagner, i nibelunghi dell’”Oro del Reno”, sia pure in un “Ring” messo in scena dal Teatro dell’Opera di Lillipput.

Biancaneve - La Repupplica

Rodolfo Di Giammarco

Mai vista tanta grazia, tanta virtù tecnica, tanta poesia inventiva in un teatrogiocattolo che dando fondo a raffinatezze adulte riesce a sincronizzare l’arte dei marionettisti con gli automi, con un’attrice vera in pose da “masque” e, non ultimo, sa trasformare tutto il mini-deterrente scenografico in meraviglia magica, d’una magia non infantile

Biancaneve

Lele Luzzati

La “Biancaneve” del Teatro Del Carretto è forse lo spettacolo più ambiguo che abbia visto negli ultimi anni. E quando dico “ambiguo” voglio dire che ha raggiunto l’essenza del teatro: ambiguo è l’Amleto, ambiguo è il miglior Carmelo Bene, ambiguo è Mozart e il suo Flauto Magico, ambiguo è Fellini etc
E ambigua è Biancaneve: uno spettacolo per bambini, ma anche per tutte le persone intelligenti dai 5 agli 80 anni; ambigua è la matrigna, talvolta personaggio reale, che raggiunge l’astratto; ambigui sono i nani che arrivano dal fondo sala, grandi come veri nani per poi diventare piccoli piccoli una volta entrati nel teatrino di mezzo. Ambigua è anche quella meravigliosa scatola teatrale che all’inizio si presenta come un normale teatro di marionette e che poi a poco a poco si apre come un armadio magico, facendo apparire teste, o paesaggi, personaggi veri, oggetti misteriosi di grandezza spropositata, o la miniera dei nani, che sempre si prendono l’applauso a scena aperta. E infine ambigua è la colonna sonora, così raffinata, dove anche l’arcinoto coro a bocca chiusa della “Butterfly” assume un significato, e pur con una sottile ironia, torna a commuoverci per tutt’altre strade".