ALTRE VISIONI- Rassegna a cura del Teatro Del Carretto (2019)


Rassegna internazionale di teatro d’autore a cura del Teatro Del Carretto
7-18 settembre 2019, Teatro del Giglio – Lucca

 

La rassegna, con la direzione artistica di Maria Grazia Cipriani, è a cura del Teatro Del Carretto, con la collaborazione del Teatro del Giglio di Lucca e il sostegno del Comune di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.

 

PROGRAMMA

 

7 settembre 2019 – ore 21
VOCAZIONE
Danio Manfredini e Vincenzo Del Prete

Vocazione è il viaggio di un artista di teatro nelle sue paure, desideri e consapevolezze legati alla pratica del suo mestiere. L’artista prende ispirazione da frammenti di opere teatrali dove protagonisti sono gli attori di teatro e da frammenti del suo stesso repertorio di autore. Nel microcosmo del palcoscenico ritrova nella condizione di altri attori, che prima di lui hanno preso la strada del teatro, l’inquietudine dell’uomo: paura del fallimento, della follia, desiderio di evasione, domande sulla propria motivazione, vocazione, paura di perdersi nelle dinamiche relazionali umane, guardare al momento del proprio tramonto e al momento dell’addio alla propria passione.
Mi apro ad un percorso di lavoro che verte sul tema dell’artista di teatro. Metto a fuoco questo soggetto in un momento in cui sembra inutile, non necessario, occuparsi di quest’arte e di conseguenza dell’attore-autore-regista teatrale, figura che sembra in disuso. Fosse anche, come si dice, che il teatro è destinato a sparire, sarebbe comunque un privilegio dare luce al tramonto".
maggiori info qui: http://bit.ly/2uFRIH7

12 settembre 2019 - ore 21
YORICK (reloaded) - Un Amleto dal sottosuolo

Leviedelfool
...Dove sono ora i tuoi lazzi, le tue capriole, le tue canzoni, i tuoi lampi di allegria, che facevano scoppiare dalle risa l’intera tavolata?
“La scomparsa”, “la dipartita”, “si è spento”, “ci ha lasciato”, “è mancato all’affetto dei suoi cari”, “i parenti piangono”, fino ai trapezismi di “è tornato alla pace del Signore”, “è terminata la giornata terrena” e così via. La parola morte ad indicare ciò che veramente è successo, non c’è mai. Ecco un esempio di come il linguaggio può aiutarci a scacciare i concetti che vogliamo tenere lontani o addirittura scomunicare. Dovendo esprimere l’inesprimibile, la morte non ha parole, e perciò ne usa in gran quantità nel tentativo disperato di dare espressione a ciò che sfugge alla logica, al buonsenso, all’ordine del discorso che, pur essendo per sua natura tragicamente episodico, finge di essere completo. Si va da una frase all’altra nel tentativo di catturare l’evento, si ricorre persino al silenzio per dare all’evento maggiore intensità. Il linguaggio si rivela così convenzione, strumento corruttibile nelle nostre mani e lungi dall’essere il mezzo più efficace qualora l’obiettivo fosse la vera e pura comunicazione. Questo lo sanno bene i buffoni, funamboli del senso e della parola, tanto che il loro dire il vero non è poi così necessariamente essenziale, anzi, si alterna indifferentemente a espressioni di stupidità, pazzia o bizzaria e per un attimo, solo per quell’attimo in cui parla il “matto”, il sasso diviene più prezioso del diamante più puro. Il vento del Fool sparpaglia oggetti e significati, eppure nella confusione che ingenera lascia intravedere stralci di quell’infinito che si contrappone alla nostra possibilità di comprenderlo. Pronunciata da un matto, la parola assertiva diventa già da subito una parola immaginaria e viene sospeso il suo riferimento al mondo e rende il Fool la possibilità di uno sguardo da un altrove dagli altri non pensato, uno sguardo obliquo che, solo modificando l’orientamento del mondo potrebbe divenire dritto esso stesso. Yorick, il Fool, il buffone è morto.
Questa figura manca totalmente nell’Amleto; manca come presenza: ma è presente come assenza: “Ahi, povero Yorick. l’ho conosciuto, Orazio, un uomo di un brio inesauribile, d’una fantasia senza pari. m’ha portato in spalla mille volte, e adesso....” Ecco dunque che le parole del buffone per eccellenza, talmente folle da mostrarsi al mondo sotto le spoglie di un teschio, non ci sono pervenute se non sotto forma di una sfida: immaginarle.

maggiori info qui: http://bit.ly/2uafXNm


18 settembre 2019 - ore 21
EXIT. A Hamlet Fantasy

Figurentheater Wilde&Vogel
Uno spettacolo di fama mondiale premiato in diversi festival internazionali. Il fenomeno "Amleto" e il testo di Shakespeare costituiscono la base di questo collage teatrale per un burattinaio e un musicista. I personaggi, distorti in figure grottesche, scavano come ricordi dal palcoscenico. Spinti dai suoni di una chitarra elettrica, Claudio e Gertrude, Amleto e Ofelia, becchino e attore giocano di nuovo il loro gioco. Frammenti di parole e dialoghi in tedesco e inglese si mescolano con musica antica e nuova. Burattini tra punk e poesia! La Compagnia Figurentheater Wilde & Vogel è stata fondata nel 1997 dal burattinaio Michael Vogel (laureato al Dipartimento di Puppetry di Stoccarda) e dalla musicista Charlotte Wilde. Nel 2003 Wilde & Vogel hanno co-fondato la Lindenfels Westflügel di Lipsia, dove organizzano eventi e lavorano come direttori artistici. I loro spettacoli hanno girato il mondo, toccando oltre 30 paesi diversi in Europa, America e Asia.

maggiori info qui: http://bit.ly/2SxyPPu

 

 

YOUNG VISION/PROGETTO TEATRALE PER GIOVANI UNDER 30

Alla rassegna Altre Visioni si è affiancato “Young Vision”, un progetto organizzato da Silvia Ferrari, dedicato a 15 ragazzi under 30, con l’obiettivo di far maturare nei partecipanti conoscenza e consapevolezza critica rispetto al mondo teatrale. Selezionati tramite call, i ragazzi e le ragazze hanno assistito ai tre spettacoli della rassegna  e hanno incontrato sia le compagnie ospiti che alcune personalità del mondo teatrale nazionale (fra cui il critico  Simone Nebbia della testata Teatro e Critica, e Silvia Ferrari, organizzatrice teatrale). Un focus in particolare è stato dedicato ai 35 anni di storia del Teatro Del Carretto, raccontato in prima persona dalla cofondatrice e  regista Maria Grazia Cipriani.